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3 soluzioni per il pellet che non brucia bene

Avere una stufa a pellet in casa è incredibilmente conveniente e tantissimi italiani hanno fatto questa scelta per riscaldare la propria casa: una soluzione efficiente dal punto di vista del risparmio energetico e orientata al rispetto dell’ambiente.

Ma cosa fare se il pellet non brucia bene?
Ci sono diversi segnali che possono farci capire che è il momento di intervenire: un vetro troppo opaco o sporco o una fiamma debole possono essere indicatori del fatto che il pellet non stia bruciando bene.
In questi casi ci sono diversi modi per assicurarsi un corretto funzionamento della stufa e, in particolare, sono 3 le soluzioni che possono aiutarci a risolvere il problema ed a far durare la stufa più a lungo: azioni semplici da effettuare, e che non richiedono per forza l’intervento di un tecnico specializzato, che vanno fatte periodicamente per evitare malfunzionamenti di ogni tipo.
Una combustione inefficace può portare a una diminuzione dell’efficienza energetica, generare emissioni inquinanti che si disperdono nell’ambiente domestico e, non meno importante, può tradursi in malfunzionamenti del dispositivo; per esempio, la stufa potrebbe spegnersi improvvisamente o produrre rumori anomali.

Cosa fare se il pellet non brucia bene?

Regolare la quantità di pellet

Uno dei motivi più comuni per cui il pellet non brucia bene è l’inserimento di un’errata quantità nella stufa.
Un sovraccarico di pellet può compromettere la combustione, generare eccessivo calore e causare problemi come l’accumulo di ceneri e la formazione di residui. D’altro canto, un sotto-carico può ridurre l’efficienza energetica e la durata della fiamma.
Individuare il giusto quantitativo di pellet da inserire nella stufa è il modo migliore per evitare malfunzionamenti o danni all’apparecchio stesso e prevenire gli sbalzi termici che nel tempo possono portare a un deterioramento dell’impianto.
Inoltre diminuisce l’impatto ambientale e l’efficienza energetica complessiva del sistema di riscaldamento ne trarrà beneficio.

Scegliere pellet di buona qualità

Uno dei motivi per cui il pellet può non bruciare bene è la qualità del pellet stesso. Non sempre si sceglie di acquistare pellet di alta qualità, proprio per cercare di risparmiare sulle spese per il riscaldamento. Ma il pellet acquistato a basso prezzo può contenere un’alta percentuale di ceneri residue che, anche dopo la combustione, tendono a rimanere e depositarsi, ostruendo il braciere.
Di norma, un pellet di alta qualità è caratterizzato da una densità uniforme, dall’assenza di additivi nocivi e da un basso contenuto di umidità, inferiore al 10-12%.Scegliendo un pellet di qualità, dunque, possiamo avere una combustione più pulita e completa, evitando l’accumulo di residui nella stufa e migliorando l’efficienza energetica complessiva, andando a risparmiare anche sulle bollette.
Per scegliere un buon pellet, quindi, si consiglia sempre di leggere attentamente l’etichetta e verificarne le certificazioni.

Effettuare una buona manutenzione

È sempre necessario prendersi cura della stufa, per evitare che possa deteriorarsi nel tempo e presentare malfunzionamenti. Quasi sempre, alla base di un pellet che non brucia bene c’è una stufa sporca, nella quale accumuli di cenere, residui e fuliggine possono compromettere la circolazione dell’aria e ridurre l’efficienza del processo di combustione.
In particolare, potrebbe essere utile non limitarsi a pulire il braciere una volta a settimana, ma anzi svuotarlo e pulirlo prima di ogni accensione.
In generale, il consiglio è di pulire la stufa regolarmente seguendo le istruzioni del produttore per evitare danni o malfunzionamenti: ricordiamoci che la legge prevede una manutenzione minima annuale per gli impianti di riscaldamento a biomassa.
Investire tempo nella cura della stufa non solo prolunga la sua vita utile, ma assicura anche una combustione del pellet più efficiente e rispettosa dell’ambiente.

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